La Doll Therapy: una cura non farmacologica per la demenza

La Doll Therapy, la terapia della Bambola, è un tipo d’intervento non farmacologico, utilizzato nel trattamento riabilitativo di soggetti affetti da demenza e, in particolare, da malattia di Alzheimer, che prevede l’accudimento della Bambola, incoraggiando un legame di attaccamento con essa.

Per trattamento non farmacologico si intende un intervento che agisce sulla sfera cognitiva, comportamentale, relazionale ed emotiva della persona, favorendo così la riduzione dei disturbi del comportamento, stimolando l’empatia, le relazioni interpersonali e le emozioni.

Che cos’è la Bambola empatia?

La Bambola empatica è stata ideata in Svezia alla fine degli anni 90, ma possiede delle particolari caratteristiche, che la differenziano dagli altri giocattoli, necessarie per enfatizzare determinati stimoli sensoriali:

• Una dimensione ed un peso similari a quello di un neonato; né troppo leggero, né eccessivo, distribuito in modo omogeneo per tutto il corpo;

• Braccia morbide ed una postura delle gambe lievemente rannicchiate, tali da facilitare l’abbraccio;

• Tratti somatici che ricordano quelli di un bambino;

• Direzione dello sguardo rivolta lateralmente per evitare un costante contatto visivo.

Spesso questo tipo di terapia viene applicata all’interno di case di cura e di assistenza all’anziano con demenza, ma può essere applicata anche attraverso interventi individuali.

La somministrazione iniziale della Bambola, generalmente, è affidata ad un operatore esperto che guida il percorso terapeutico stimolando la costruzione di un rapporto simbolico con essa.

E’ quindi consigliata una somministrazione indiretta che permetta di osservare la libera interazione dell’anziano con la Bambola e il suo spontaneo avvicinamento.

La valutazione clinica avviene attraverso l’uso di griglie d’osservazione, necessarie per tracciare ogni interazione tra la persona e la Bambola (ad es. è possibile osservare se la persona ne rimane indifferente, se la allontana o se ne è interessata; se la considera come un giocattolo o come un essere vivente a tutti gli effetti).

Tuttavia, la raccolta dati sulla storia personale di ogni individuo è fondamentale per capire se tale terapia può essere o meno applicata.

E’ sconsigliato l’uso della Bambola in presenza di lutti importanti durante il periodo dell’infanzia o della maternità, per evitare di suscitare reazioni opposte a quelle mirate dall’intervento.

Diversi studi (Gibson, 2005; Lash, 2005; Moore, 2001; Verity, 2006) hanno dimostrato l’efficacia di questa terapia in anziani affetti da demenza, sviluppando in loro sentimenti positivi e diminuendo notevolmente i disturbi del comportamento.

Anche la relazione interpersonale è migliorata, promuovendo una maggiore interazione tra gli anziani stessi e aumentando la collaborazione nelle attività quotidiane (come il cambio dei vestiti o il momento della doccia) con gli operatori che li assistono. Favorisce anche il rilassamento, influenzando positivamente i disturbi del sonno.

Nonostante i numerosi benefici, la Doll Therapy è ancora sottoutilizzata, probabilmente a causa di interpretazioni etiche negative della sua pratica (Mackenzie, Wood-Mitchell and James, 2007), inerenti il rischio di infantilizzare l’anziano, facendogli assumere dei comportamenti lesivi della sua dignità.

Per questo motivo, è importante, prima della somministrazione della terapia, spiegare alle famiglie in cosa consiste e quali benefici produce.

Articolo pubblicato anche sul sito di Obiettivo Psicologia (opsonline.it)